… svegliarsi alle 6 meno venti, per andare in Università presto, a causa di scioperi vari, per dedicare l’intera mattinata allo studio ed il pomeriggio a seguire le lezioni e, dopo essersi preparato, scoprire di non poter uscire di casa a causa di un temporale maledetto…
Dopo non so quanti anni, finalmente ci siamo: Chinese Democracy, tra annunci che si sono susseguiti per circa un decennio, è finalmente tra noi! E da fan accanito dei Guns N’ Roses non potevo che acquistarlo immediatamente, arricchendo la collezione di CD che da qualche anno staziona su uno scaffale in camera mia.
Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo post, per poter ascoltare per bene l’album prima di esprimere giudizi. Ed ho fatto bene, perchè in fin dei conti è stato un ottimo compagno di viaggio nelle ore trascorse in treno per andare all’Università durante questa settimana.
In generale, il sound è notevolmente cambiato rispetto agli altri album, ma c’era da immaginarselo: senza il basso di Duff, ma soprattutto senza la chitarra di Slash, lo stile dei Guns ha perso parecchi punti. Nonostante ciò, in alcuni pezzi mi è sembrato quasi di risentire gli stessi 5 che sono riusciti ad arrivare in cima alle classifiche di tutto il mondo circa 20 anni fà, grazie alle notevoli doti di coloro che hanno sostituito i diversi partenti.
Come detto, sono passati ormai 20 anni o più dal primo album dei Guns N’ Roses, e, riprendendo le parole di Slash in un’intervista di qualche anno fà, è impossibile ricreare la stessa atmosfera e la stessa band di allora. I Gunners, a mio modo di vedere, sono cambiati moltissimo, e non solo in termini di componenti, ma soprattutto di mentalità. Chinese Democracy è un album dalle tonalità quasi punk/rock per certi versi, e non c’è più tanto spazio per gli assoli di chitarra che hanno caratterizzato il loro stile.
Il paragone con il vecchio gruppo è impossibile, e non può essere fatto in alcun modo. Se però dovessi giudicare l’album in quanto tale, beh, bisogna ammettere che è davvero un ottimo lavoro. Nonostante siano passati così tanti anni, la voce di Axl Rose sembra non aver perso un colpo, risultando graffiante e decisa come sempre.
Vi lascio con uno dei pezzi che più mi è piaciuto, Street of Dreams, sia per il testo che per la composizione… oltre che per gli splendidi acuti che Axl riesce a fare… peccato che non sia riuscito ad essere altrettanto bravo quando si trattava di cercare di ricucire i rapporti con i vecchi componenti della band…
Dopo circa un annetto di onorato servizio, il mio amato N73 è stato sostituito da un collega notevolmente più potente e completo, ma che purtroppo non ha lo stesso valore affettivo: un Nokia N82, che da qualche giorno mi accompagna ovunque vada.
Rispetto al mio precedente smartphone, ho apprezzato i tempi di avvio ridotti al minimo, la fotocamera da 5 MegaPixel, ed un’utilissima scheda WiFi, grazie alla quale posso connettermi all’Università senza dover sempre portare il notebook di cui ho imparato ad odiare il peso nei lunghi viaggi in treno.
Un’altra caratteristica molto utile è la presenza della piattaforma di gioco N-Gage, che permette di giocare a livelli superiori rispetti ai tradizionali giochi per Symbian, mentre non sono riuscito a compredere ancora bene il funzionamento di Nokia Maps, di cui ho tre mesi di licenza gratuita ma che non riesco affatto ad utilizzare come navigatore… mi sa che tornerò al mio fido Tom Tom…
In generale, mi sembra un ottimo dispositivo, sicuramente più completo rispetto all’N73, che nonostante tutto ha svolto il suo ruolo in maniera egregia.
